Nell'ambito di questo settore i particolari da movimentare variano notevolmente per forma, peso e dimensione ed inoltre gli ambienti di lavoro risultano essere particolarmente gravosi. Di conseguenza le attrezzature impiegate nel processo produttivo devono associare alla semplicità di utilizzo particolari doti di solidità ed affidabilità nel tempo.
Per assolvere a questi compiti è possibile seguire due strade diverse: quella più tradizionale del manipolatore cartesiano oppure quella del robot antropomorfo interpresse.
La prima soluzione, meno elastica, presenta indubbi vantaggi nella semplicità di utilizzo e di programmazione: costituita da un insieme di assi indipendenti (da due a tre in genere) azionati tramite motori brushless o cilindri pneumatici, assolve al compito della manipolazione muovendo i particolari su traiettorie rettilinee con velocità e precisioni notevolmente elevate.

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